venerdì 29 gennaio 2016

Champagne / win francais / Brut _Prosecco / wine Umbria

Bordeaux  75cl / 12% vol -  [ Appellation d'Origine Protègèe  ] The appellation’s of the Bordeaux wine producing region are massive. In total, Bordeaux has close to 125,000 hectares under vine, making it the largest and most important wine producing region in France. There are currently 7,375 different chateaux in the region. Each estate has an average of 17 hectares of vines. Those 7,375 wineries make more than 10,000 different wines. Each of those vineyards are situated in appellations all over Bordeaux. As of the year, 2015, there are 60 Bordeaux appellations in the region that are recognized by the AOC, the Appellation d’Origine Controlle, giving Bordeaux more appellations than any other wine region in France as well as in all of Europe.






il vino Bordeaux , l'Appellation d'0rigine contròl'e est une AOC règionale qui s'estende du vignoble bordelais , raprèsentant 42600 ha de vignes , cette appellation rèspond à des normes qualitatives strictes , les AOC Bordeaux des vins qui vous subjugueront pour leur style , mèlange harmonieux d'èlegance et de complexitè aromatique _




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my experience to sommelier & chef d'etage by adrianomennillo  >
Apertura e servizio di una bottiglia di spumante La bottiglia richiesta dal cliente viene pulita e si conduce al tavolo tenendola dal basso, con il braccio sinistro, usando un tovagliolo (torciòlo ).,dopo averla mostrata al richiedente si enuncia l'etichetta: nome, denominazione, cantina, annata, gradazione alcolica , s i torna quindi al tavolo di servizio dove si depone la bottiglia avendo cura di lasciare l'etichetta sempre rivolta verso il tavolo del cliente., evitando la linguetta in dotazione si passa all'incisione della capsula al di sotto del cercine. L'alluminio di scarto va poi deposto nel piattino di servizio oppure nella tasca del proprio grembiule , mediante il torciòlo si pulisce il collo della bottiglia dalle polveri e dalle muffette che si potrebbero essere formate attraverso gli appositi forellini di aerazione posti in cima alla capsula. > La pressione di uno spumante può raggiungere le 7/8 atmosfere, ragione per cui si pone una mano sulla capsula mentre con l'altra si allenta l'occhiello della gabbietta con prudenza. Qualora l'occhiello si rompa, per rimuovere la gabbietta possiamo sempre ricorrere all'uso dell'apposita pinza per spumante, che ci aiuterà nell'operazione . Si porta via la capsula insieme alla gabbietta, avendo cura di agire con forza con il pollice sul tappo, la bottiglia si afferra con la mano sinistra e si tiene il tappo con le dita della destra: a questo punto va ruotata dal fondo tenendola in posizione inclinata a 45°, in modo che si distribuisca la pressione dell'anidride carbonica su una superficie maggiore rispetto a quella consentita dal collo della bottiglia. In questo modo si vince la resistenza del tappo e lo si estrae senza fare troppo rumore. Se il tappo oppone troppa resistenza, per smuoverlo possiamo sempre ricorrere alla pinza , si annusa il tappo per valutare la bontà dello spumante e verificare che non ci siano difetti, dopodiché lo si poggia sul piattino • Con un'estremità del torciòlo si pulisce il becco dai residui di sughero o di polvere e si versa poco liquido nel nostro bicchiere da degustazione: se l'assaggio risulta positivo lo spumante è pronto per essere servito , si serve da destra impugnando la bottiglia da sotto con tre dita infilando il pollice nell'apposita cavità (picura / fondello). Se ne versa un po' al referente in attesa del suo okay . Si parte dalla donna più anziana e via via si procede con le più giovani fino a ritornare al referente che riceve per ultimo. Un'eccezione può essere costituita nell'ordine da un festeggiato oppure da un eventuale prelato, che andrebbero serviti per primi.- La procedura di servizio si effettua in senso orario. Quando si serve, per evitare la caduta di gocce sul tavolo o sui vestiti, nel momento in cui si verticalizza la bottiglia la si ruota leggermente e si pulisce con il torciolo. A questo punto si torna al tavolo di servizio dove si lascia la bottiglia con l'etichetta rivolta verso il tavolo del cliente, sempre ben visibile.





 CAVALIER  BLANC DE BLANCS  BRUT:::  L'appellation crémant est protégée par la législation française, elle désigne les vins mousseux produits selon la méthode champenoise traditionnelle en dehors de la région de Champagne, et uniquement en France. Il existe officiellement sept crémants : les crémants d'Alsace, de Bourgogne, de Loire, de Limoux, de Bordeaux et de Jura. Il existe également un crémant luxembourgeois) Dans le passé, les rois et les papes accordaient un immense crédit aux vins de cette région et la Bourgogne continue à mériter sa réputation. Parce qu’ici, on sait encore savourer la vraie vie. Jouir d’un coq au vin par exemple, ou d’un plateau de fromages accompagné d’un chablis fruité.Les vins mousseux doivent être servis très frais car le dioxyde de carbone qui forme les bulles et qui donne cette sensation de picotement en bouche, est plus concentré à basse température. Le résultat est un vin frais avec de petites bulles qui pétillent plus fort et plus longtemps. La température idéale se situe entre 6°C et 9°C.
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 Prosecco superiore Docg _Valdobbiadene : 11,5% vol_ 75 cl  .  Il Conegliano Valdobbiadene si riconosce per la sua eleganza vitale, il colore paglierino leggero, la moderata corposità, l'esclusivo profumo fruttato e floreale. È prodotto nei 15 comuni cui appartengono le colline tra Conegliano e Valdobbiadene. Tra questi si distinguono i cru ovvero il celeberrimo Superiore di Cartizze e i Rive ottenuti da uve provenienti esclusivamente da un unico Comune o frazione di esso. Il Conegliano Valdobbiadene DOCG è prodotto nelle tipologie Spumante, Frizzante e Tranquillo. Lo spumante è la versione simbolo della denominazione; piacevole e versatile, ha creato un vero stile di bere; esso è prodotto nelle versioni Brut, Extra Dry e Dry a seconda del residuo zuccherino presente. Dal più secco, il Brut, al più amabile, il Dry.




 >>  CONSERVAZIONE dello  CHAMPAGNE  .evitate di dimendicare  le bottiglie in luoghi caldi come la cucina o nel mobile-bar, a meno questo non sia chiuso (quindi con le bottiglie al buio) e in una zona fresca, ma si tratta sempre di una soluzione temporanea. Allo stesso modo, non lasciamo la bottiglia in frigo per mesi, semmai mettiamocela solo 2-3 giorni prima del consumo. Lo champagne è un vino, non lo dimentichiamo, pertanto il suo luogo di riposo, la sua dimora, è la cantina. Quella naturale per chi ha la fortuna di averla, quella tecnologica (quindi l’armadietto specializzato) negli altri casi. Seguendo queste semplici regole:>
Posizione > Le bottiglie dovrebbero essere coricate, perché il vino, bagnando il tappo, mantiene quest’ultimo umido, quindi perfettamente a contatto con il vetro, il che evita all’aria di entrare. Pertanto il vino è al riparo da una rapida ossidazione e non disperde la CO2, quindi le bollicine.
 le bottiglie di champagne possono anche rimanere in piedi per un certo periodo di tempo, anche più di un anno, per un motivo semplicissimo: a differenza del vino, il tappo non si asciuga rapidamente perché la CO2 mantiene sempre un minimo di umidità allo stesso. Infine, ma serve tanto spazio, il modo migliore per conservare alla lunga lo champagne è come fanno le stesse maison, sur point, ovvero a testa in già, con la bottiglia appoggiata sul tappo. Ma è una soluzione da grandi appassionati per lunghissimi invecchiamenti…
>temperaturaDeve essere tra i 10 e i 12°C, che poi è la temperatura della cantine in Champagne. Soprattutto deve essere costante, rigorosamente. Ecco, meglio una temperatura un po’ più alta che gli sbalzi, peggio se frequenti. Infatti, posso dire che è tollerabile anche il limite massimo dei 15°C, ma a patto che sia mantenuto regolarmente. In certe cantine naturali il range 10-15°C è frutto del cambio delle stagioni e questo è accettabile perché la variazione termica all’interno di questo range avviene molto lentamente, quindi senza stress per le bottiglie, che hanno tempo di acclimatarsi. Ovviamente, le cantinette specializzate permettono di impostare la temperatura desiderata (consiglio i 12°C costanti) e mantenerla rocciosamente costante nel tempo.
Ricordate che più le temperature salgono, più lo champagne evolve rapidamente, mentre il caldo vero e proprio lo compromette irrimediabilmente, soprattutto nel caso delle “scaldate”, ovvero di un brusco e rapido innalzamento della temperatur
>Umidità > L’altro fattore da tenere in considerazione, che poi è correlato alla temperatura. Un buon tasso di umidità permette di mantenere il tappo elastico e, quindi, perfettamente aderente al vetro della bottiglia; diversamente, questo si seccherà e lascerà passare l’aria. Quanto deve essere il tasso di umidità? Tra il 60 e il 70%, tollerando anche il 50%, ma che deve essere il limite inferiore estremo e non la norma. Un’umidità più elevata, invece, non fa male alle bottiglie (nelle cantine della Champagne si raggiunge il 90%), ma le etichette finiscono per rovinarsi. Comunque, se l’umidità dovesse proprio essere altina, meglio lasciarla così e proteggere le etichette avvolgendo le bottiglie con la pellicola trasparente. Considerate, inoltre, che a fronte di tassi di umidità elevati, il vino evolve più lentamente, quindi è la condizione migliore per un lungo invecchiamento. E con la cantina molto umida le bottiglie potrebbero perfino rimanere in piedi perché il tappo non si seccherà…Le cantinette, come detto per la temperatura, possono avere anche il controllo dell’umidità, quindi in questo caso il valore sarà sempre ottimale
>Luce >  La luce è nemica del vino, soprattutto dei vini bianchi e di quelli spumanti, quindi dello champagne. D’altronde, ci sarà pure una ragione se il 99% delle bottiglie sono scure e le cantine sono buie… Inoltre, bottiglie trasparenti come quella del Cristal sono protette da un rivestimento costituito da una pellicola capace di filtrare i raggi UV. Sono proprio questi, infatti, a compromettere la struttura del vino, tanto che in Champagne si parla di “goût de lumière”, una vera e propria alterazione aromatica data dalla prolungata esposizione ai raggi UV.
 ***** consil du Sommelier adrianomennillo_ Avete una bella cantina a casa ma ci conservate anche salumi e formaggi? Beh, allora togliete subito lo champagne! Il vino, infatti, è sensibile agli odori, o meglio, il tappo è poroso e può farli passare, così questi andranno a incidere sul vino e… addio. Ho visto un locale di Roma che teneva le bottiglie di champagne nello stesso frigo dei formaggi, francesi per giunta, il cui odore è addirittura riduttivo definire marcato… Certo, il titolare, tra l’altro un appassionato, diceva di tenercele per un breve periodo, ma è un vero e proprio attentato allo champagne! Per questo stesso motivo, è bene non tenere le bottiglie nei cartoni: l’umidità della cantina potrebbe portare, alla lunga, a far ammuffire il cartone, con tutti i problemi di odori sgradevoli del caso.




















C***** Champagne .- E' la regione di produzione dei vini di Champagne, situata nella parte orientale del bacino parigino ( PARIGI ), 150 km. a nord-est di Parigi.,  addossata al pilastro geologico primitivo delle Ardenne occupa il vasto bacino di quello che fu un mare interno. Contea prima, poi Governo Militare, la Champagne, durante la rivoluzione, contava 2.500.000 ettari (la ventesima parte della Francia). Nel 1970 il territorio venne suddiviso nei distretti dell'Aube, della Haute-Marne, della Marne e delle Ardenne e, in parte, in quelli dell'Yonne e dell' Aisne ,  dal 22 luglio 1927 la legge ha fissato i limiti della zona viticola della Champagne: tale zona comprende 35.000 ettari di terreno di cui circa 31.147 coltivati a vigna nel 1999...




***PINOT  MEUNIER - Vitigno nero importante nella produzione degli Champagne perché nel 1996 ne ha rappresentato il 35%. È coltivato prevalentemente nella "Vallée de la Marne" e nelle località più umide e più esposte al freddo; molto resistente alle malattie ed alle gelate.

***PINOT NERO  Pinot Nero, questo vitigno ha contribuito, nel 1996, per oltre un terzo (38 %) alla produzione di Champagne. È prevalentemente coltivato nella "Montagne de Reims". Il suo vino caratterizza in corpo e struttura i migliori Champagne. Con il Pinot Nero si producono anche piccole quantità di vino rosso fermo, commercializzato con la denominazione d’origine controllata (A.O.C.) Còteaux champenois  (una delle tre A.O.C della Champagne) ed i vini base per l'elaborazione degli Champagne rosé



 moi all'Hotel Frankfurt Intercontinental 






 
Sigle sulle etichette dello Champagne - Le norme in vigore prevedono che su ogni etichetta di Champagne figuri una sigla ed un numero di identificazione e controllo, che consentono di determinare la tipologia ed il nome del produttore.

>>C.M. (coopérative de manipulation) - Una cooperativa alla quale i soci conferiscono le proprie uve e che provvede all’elaborazione ed alla commercializzazione dei vini.

>>M.A. (marque d'acheteur o marque auxiliaire) - Quando la marca non appartiene a chi elabora lo Champagne ma appartiene all’acquirente (es. Fauchon, Maxim's). Può trattarsi anche di una marca ausiliaria rispetto a quella principale, elaborata per esigenze particolari o commerciali dell’acquirente o del venditore.

>>N.D. (négociant distributeur)
- Un negoziante che acquista, etichetta e commercializza bottiglie elaborate dal venditore.

>>N.M. (négociant-manipulant)
- Indica un produttore che acquista uve, mosti o vini e quasi sempre coltiva anche propri vigneti, elaborando Champagne in locali di sua proprietà. In questa categoria rientrano le grandi maison famose nel mondo.

>>R.M. (récoltant-manipulant) - Chi coltiva le proprie vigne, raccoglie le proprie uve ed elabora i propri vini. Si tratta di un gran numero di produttori, solitamente medio-piccoli, che producono e commercializzano circa un terzo della produzione totale di Champagne.

>>R. (récoltant) - Chi coltiva le vigne e fa elaborare da altri per poi commercializzare in proprio.

>>R.C. (récoltant-coopérateur)
- Chi coltiva le proprie vigne e conferisce le uve ad una cooperativa che elabora e commercializza, oppure dalla quale ritira l’equivalente delle uve consegnate sotto forma di vino o bottiglie da commercializzare in proprio.

>> S.R. (société de récoltants) - Vigneron della stessa famiglia che si sono uniti per mettere in comune le uve ed elaborare il vino, usufruendo di più ampie possibilità di assemblage e di commercializzazione.










>> lo Champagne ..Lo champagne si conserva in cantina, a temperatura fresca e costante ed al riparo dalla luce, sua principale nemica insieme agli sbalzi termici e all'ossigeno. Le bottiglie si dispongono coricate fuori dai cartoni (soprattutto se in presenza di umidità).
Lo champagne si beve fresco, mai ghiacciato. Più lo champagne è giovane e vivace, più converrà berlo fresco (8 gradi, anche 7 per i giovani blanc de blancs). Le grandi cuvées di pinot e i vecchi millesimati di blanc de blancs possono essere serviti anche a 10 gradi.
raffreddarlo;  Nel classico secchiello ( sua glass )  immerso in acqua e ghiaccio, la bottiglia sarà alla temperatura ideale in circa venti minuti; > nel frigorifero ..coricare la bottiglia nella parte bassa del frigorifero dalle tre alle quattro ore prima di servirla; potete lasciarla anche più a lungo, perché la temperatura resti costante.> come servìrlo..Il bicchiere ideale è la flûte alta e slanciata a stelo lungo, che va retta per lo stelo e non per il calice, in quanto il calore della mano si trasmette molto velocemente al vino e danneggia la sua petillance.




>> lo champagne Brut sans annèe è senza annata  , perchè è lo champagne più classico e anche il più diffuso !!questo vino meraviglioso è nato come assemblaggio di uve ed annate diverse, una sola bottiglia può contenere da 2 / 8 (o anche di più) millesimi differenti, sta al vigneron compiere la magia di far uscire dal cilindro LO CHAMPAGNE.




>> Lo Champagne : è prodotto esclusivamente dalle uve coltivate, vendemmiate e trasformate in vino nella regione delimitata della Champagne, in Francia. Le uve impiegate per produrre lo Champagne possiedono caratteristiche che non si trovano in nessun altro luogo al mondo e che sono determinate dalla particolare geografia, dal terreno e dal clima della regione della Champagne.




** Champagne ..Come mantenerlo fresco __ Un accessorio indispensabile, non solo per garantirti che lo champagne sia sempre gelato, ma anche per dare un tocco di classe alla degustazione, è il secchiello. Va riempito solo per due terzi con acqua fredda e poi vanno aggiunti i cubetti di ghiaccio fino a 10 cm dal bordo, che devono essere cambiati regolarmente. In questo modo, nell'arco di due ore, riuscirai a raffreddare la bottiglia a 8°C se è a temperatura ambiente, invece bastano solo 20 minuti se viene da una cantina a temperatura 10-12°C. Vuoi accelerare la refrigerazione? Versa due manciate di sale nell'acqua del secchiello. È un trucco da addetti ai lavori. Ora non ti resta che stare attenta a non commettere questi errori: mai mettere due bottiglie in un solo secchiello, perché quella più sporgente rischia di non raffreddarsi perfettamente. In questo caso è consigliato lasciarne una in frigo, in attesa che l'altra arrivi alla giusta temperatura. E quando la bottiglia è vuota? È un gesto grossolano rimetterla nel secchiello, capovolgendola, retaggio di un passato di vino da osterie, in cui la bottiglia rovesciata nel secchiello era il segnale per l'oste di portarne una nuova, molto meglio portarla in cucina.  Molti credono che il congelatore sia un alleato dello champagne, in realtà rischia di alterare la sua armonia, i suoi aromi, la sua struttura e la sua persistenza. Se proprio vuoi rinfrescarlo in questo modo, infila la bottiglia nello scomparto inferiore del frigorifero, quello più freddo (2°C), per circa due ore e mezzo. Per garantire l'omogeneità della temperatura mettila in posizione coricata, perché quella verticale crea delle zone a temperature differenti, più fredda in basso più calda nel collo..Scegliere lo champagne giusto ;;; Per diventare una fine conoscitrice il primo passo è imparare a scegliere lo champagne giusto per ogni occasione. Per celebrare sia il Natale che il Capodanno opta per un Brut non millesimato, che non solo metterà d'accordo con tutti, ma ben si sposa anche con le portate di questo tipo di cene. Una piccola accortezza: evita di accompagnare le bollicine al piccante e al dolce, che si adattano poco alla freschezza acida dello champagne. La temperatura ideale..Per gustare tutta la freschezza sprigionata dalle bollicine, la temperatura corretta è di 8°C, che permette di esaltare appieno sia la struttura del re dei vini che i suoi aromi. Una volta versato nel bicchiere, lo champagne tende naturalmente a riscaldarsi in base al clima dell'ambiente, soprattutto se è affollato, come sarà il tuo salotto durante le festività. Il trucco in questo caso è giocare d’anticipo: servilo a una temperatura inferiore di 2-3°C rispetto quella consigliata. Per misurarla ti basta un termometro da vino da inserire nella bottiglia che stai per far assaggiare ai tuoi ospiti. Evita però di essere rigida e intransigente sulle temperature: un aperitivo è piacevole a 3-4°C, mentre durante il pasto i gradi possono essere aumentati per esaltare l'alcolicità e la sensazione dolce. Così facendo potrai abbinare tranquillamente lo champagne anche con delle carni importanti.
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WINE_ Lungarotti , L'U , VINO ROSSO DELL'uMBRIA ,,,Umbria Rosso IGT Blend intrigante di vitigni che si sposano con armonia e sinergia, unendo calore e freschezza. Vinificato in acciaio e affinato in barrique, conserva una invitante fragranza. Seducente, moderno e netto, di buona struttura e tannini armonici, ha retrogusto lungo e persistente. uve Sangiovese, Merlot e altre varietà locali a bacca rossa raccolte in settembre-ottobre vinificazione fermentato in acciaio con breve macerazione; rimontaggi quotidiani e svinatura dopo 18 giorni; affinato 6 mesi in barrique e diversi mesi in bottiglia abbinamento vino moderno e brioso, ideale per abbinamenti creativi con piatti di diverse culture gastronomiche, dal tempura al gulash, barbecue, carne di maiale e agnello, pizze e quiches e naturalmente formaggi. Servire a 16°C formato ml 750 curiosità il nome - L’U – è dato dalle lettere iniziali di “L’Umbria”, le stesse di LUNGAROTTI:


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>> Salmone al rosmarino >> vino consigliato: Trebbiano di Romagna , Laverano bianco , Bianco di Costoza.

>> Pescatrice << vino consigliato : Aquilea Riesling renano , Locorotondo bianco , Trebbiano d'Abruzzo.


>> Seppie farcite << vino consigliato : Montescudaio bianco , Cortese dell'Alto Monferrato , Soave bianco .


>> Tortino di acciughe << vino consigliato : Colli di Luni , Cortese del Colli Tortonesi , Capri bianco .

wine Lombardia _ land suitable for wine_



**** wine Lombardia : vanta 5 DOCG, 22 DOC e 15 IGT. Ciò è testimoniato dal consistente numero di denominazioni presenti e da una incidenza delle DOC e DOCG lombarde pari a circa il 60% della produzione totale di  vino regionale (percentuale quasi doppia rispetto a quella nazionale). 



**** 5 DOCG   LOMBARDIA _Franciacorta  -  Moscato di Scanzo  -Oltrepò Pavese  - Sforzato della Valtellina  - Valtellina Superiore .
 

**** i  22 D.O.C  Lombardia ( vedi mappa ) 

wino Botticino ( dalle colline di Brescia ) colore rosso rubino , sapore caldo , tannico , nelle annate migliori raggiunge l'optium dopo 3/4 anni , vino a tutto pasto , servire a 20°C , si adatta ad arrosti , cacciagione e salumi bresciani , è consigliabile stappare le bottiglie alcune ore prima di berlo , è bene travasare il vino in caraffa .

vino Capriano del Colle (Brescia ) vino bianco , si serve con le pietanze a base di carni arrostite , va servito a temperatura ambiente 18°C .


vino Cellatica (provincia di Brescia ) colore rosso rubino , asciutto , gradi minimo 11,5° , è un vino fine pasto , si adatta a tutte le pietanze , va servito a 18°C .


vino Colli Morenici Mantovani del Garda _vino bianco , giallo paglierino , gradi al consumo 11° , 
Colli Moreschi rosso & rosato .


*****vino Franciacorta DOCg :
Invecchiamento: il periodo di invecchiamento consigliato per degustare al meglio questo vino varia da 1 a 2 anni dalla sboccatura;Gradazione alcolica: la gradazione alcolica è di 11.5 gradi;
Vitigni:Bianco → chardonnay e-o pinot bianco e-o pinot nero; Rosato → chardonnay e-o pinot bianco e-o pinot nero in una percentuale minima del 15%.
La zona in cui viene prodotto il Franciacorta, è quella dei comuni di Rovato, Adro, Cologone, Capriolo, Coccaglio, Cellatica, Cazzago San Martino, Corte Franca, Gussago, Erbusco, Iseo, Ome, Monticelli Brusati, Paderno Franciacorta, Passirano, Paratico, Provaglio d'Iseo, 11 comuni di Brescia e Rodengo-Saiano; nella provincia di Brescia.
Questo tratto di Lombardia, tra il Lago di Brescia e il Lago d'Iseo, è uno dei posti più importanti in cui viene prodotto lo spumante per quel che riguarda l'Italia. ****  vino Franciacorta ( qui trovi più articoli su questo vino si fa risalire all'età mediovale ) color rosso vivace , sapore asciutto , gradi minimo 11° al consumo , il vino dev'essere posto in commercio il 1 giugno successivo all'annata di produzione delle uve , è ammessa la correzione con uve di altre zone nella percentuale del 10% .
*vino Franciacorta -Pinot  bianco , gradi 11,5° è molto apprezzato lo Spumante che deriva da questo vino , vino da pasto , con antipasti , soufflè e pesce di lago , va servito a 10°C .





vino Lugana bianco _ ( provincia di Verona & Brescia ) è un vino già famose nel 1596 ( vino regale ) gradi minimo 11,5° , viene anche prodotto un vino Lugana Spumante di 12° , si adatta a tutti i piatti di pesce e antipasti .   


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**vino Oltrepò Pavese rosso rubino  frizzante _ vino  da pasto , funghi , cacciagione , va servito a temperatura di 18°C , - 75 cl  -  11,5 % vol.
***vino Oltrepò Pavese Bonarda _colore rosso carico , gradi minimo 11° , è un vino di minestre , carni da cortile , maiale , bovino , va servito a temperatura ambiente 18°C .
 La Bonarda dell'Oltrepò Pavese, prodotta in provincia di Pavia, è un vino DOC che si presenta di colore rosso rubino vivo, con un profumo intenso e fruttato e gusto secco o amabile, giustamente tannico. Si abbina bene a salumi, primi piatti con sughi strutturati, secondi di carne. È assai diffusa nella versione vivace o frizzante. È consentita la produzione della Bonarda dell’Oltrepò Pavese DOC nella provincia di Pavia nell'intero territorio dei comuni che seguono: Borgo Priolo, Borgoratto Mormorolo, Bosnasco, Calvignano, Canevino, Canneto Pavese, Castana, Cecima, Godiasco, Golferenzo, Lirio, Montalto Pavese, Montecalvo Versiggia, Montescano, Montù Beccaria, Mornico Losana, Oliva Gessi, Pietra de’ Giorgi, Rocca de’ Giorgi, Rocca Susella, Rovescala, Ruino, San Damiano al Colle, Santa Maria della Versa, Torrazza Coste, Volpara, Zenevredo.



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****vino Oltrepò Pavese Barbera _colore rosso rubino , sapore secco , leggermente tannico , è un classico vino da pasto per piatti forti , ottimo per brasati , va servito a 20°C . 
*****vino Oltrepò Pavese Riesling bianco  _con l'O.P riesling italico e resano si pùò ottenere anche un vino Spumante .
***vino Oltrepò Pavese Cortese bianco . si serve fresco a 7/8 °C .
****vino Oltrepò Pavese Moscato bianco _ colore giallo paglierino gradi minimo 10,5° , si può ottenere un vino O.P Moscato Spumante  .
** vino Oltrepò Pavese Sangue di Giuda rosso _vitigni , Croatina , Barbera , Uva rara , sapore moderamente dolce , frizzante , gradi al consumo 12° . 
***vino Riviera del Garda Bresciano rosso ( è stato anche citato dal Carducci ) .
**vino   Riviera del Garda Bresciano , chiaretto invaso , vino rosato.
* vino Tocai di San Martino della Battaglia , vino bianco , va consumato giovane, indicato sulle fritture di pesce , piatti leggeri , servito a temperatura 10/12°C .
****  vino Valcalepio bianco .
****  vino valcalepio  rosso .
*** vino Valtellina /Valtellina Superiore rosso  / Valtellina Superiore Sassella / 
                 Valtellina Superiore Grumello / Valtellina Superiore Inferno / Valtellina Superiore    Valgella rosso ,  Valtellina Superiore sono tutti vini di gran classe , si abbinano a carne e pesce , questi vini vanno aperti 1 ora prima e va servito a 20/22°C .






@@ altri vini da TAVOLA : Angera rosso _va servito a  17/18 °C 
                                               :Bianco di Maguzzano _ va servito a temperatira 8/10°C .
                                               : Bosnaco bianco _ va servito fresco a 8/10°C .
                                               . Canneto rosso _
                                                : Casteggio bianco _
                                                : Chiaretto del Lago di Iseo rosso _
                                                : Groppello della valtenesi rosso_
                                                : Pusteria bianco / rosso & rosato  _
                                                : Rosso di Bellagio _
                                                : San colombano rosso_
                                                : Casteggio rosato_
                                                : Croatina pavese rosso _
                                                . Merlot delle Tre Valli Bergamasche  _rosso ., Merlot
                                                : Moscato di Casteggio _bianco & rosso_
                                                : Rosso della Valle Versa _
                                                : Tre Valli Bergamasche bianco_
                                                : Tre Valli bergamasche rosso_







***** WINE   IGT  LOMBARDIA _
Collina del Milanese IGT _ Collina del Milanese” bianco:
titolo alcolometrico volumico minimo: 10,00% vol;
acidità totale minima: 5,00 g/l;
estratto non riduttore minimo: 15,00 g/l.

“Collina del Milanese” rosso:
titolo alcolometrico volumico minimo: 10,50%;
acidità totale minima: 4,50 g/l;
estratto non riduttore minimo: 20,00 g/l.
“Collina del Milanese” rosato:
titolo alcolometrico volumico minimo: 10,50%;
acidità totale minima: 4,50 g/l;
estratto non riduttore minimo: 20,00 g/l.
“Collina del Milanese” passito:
titolo alcolometrico volumico minimo: 11,00%;
acidità totale minima: 3,50 g/l;
estratto non riduttore minimo: 20,00 g/l;
acidità volatile massima: 25 meq/l.
I vini a indicazione geografica tipica “Collina del Milanese”, anche con la specificazione del nome del vitigno, prodotti nelle tipologie novello e frizzante, all'atto dell'immissione al consumo, devono avere il seguente titolo alcolometrico volumico totale minimo:
“Collina del Milanese” novello 11,00% vol;
“Collina del Milanese” frizzante 10,00% vol.




Montenetto di Brescia IGT _Vino Montenetto di brescia (bianco) --Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol; Acidità totale minima: 4,50 g/l; Estratto non riduttore minimo: 15,00 g/l.-
<<Montenetto di Brescia>> rosso:
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol;
Acidità totale minima: 4,50 g/l;
<<Montenetto di Brescia>> novello:
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00%;
Acidità totale minima: 5,00 g/l;
<<Montenetto di Brescia>> Chardonnay:
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
Acidità totale minima: 4,50 g/;l
<<Montenetto di Brescia>> Barbera:
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
Acidità totale minima: 5,00 g/l;





Provincia di Mantova o Mantova IGT _vino Provincia di Mantova  bianco --
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 9,50% vol;
acidità totale minima: 4,00 g/l;
“Provincia di Mantova” rosato:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 9,50% vol;
acidità totale minima: 4,50 g/l;
“Provincia di Mantova” rosso:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 9,50% vol;
acidità totale minima: 4,50 g/l;
“Provincia di Mantova” novello:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00 % vol;
acidità totale minima: 4,50 g/l;
“Provincia di Mantova” bianco passito:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
acidità totale minima: 4,50 g/l;
“Provincia di Mantova” rosso passito:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol;
acidità totale minima: 4,50 g/l;



**** RISOTTO con  SALTARELLI  -( Mantova ) Ingredienti (per 4 persone)
Riso (Vialone nano) 400 gr. Saltarelli (gamberetti di fiume) 400 gr. Cipolla ½ piccola Brodo q.b. Olio d'oliva , burro q.b. grana Padano / Parmigiano -prèparation- Friggete i saltarelli in olio caldo finché saranno croccanti, scolateli e teneteli in caldo. Fate imbiondire, sempre nell’olio, la cipolla, che poi toglierete. Nell’olio della cipolla tostate il riso e portatelo a cottura quasi completa aggiungendo poco alla volta il brodo bollente. A questo punto unite un po’ d’olio di frittura dei saltarelli una noce di burro e un po’ di grana. Mantecate bene e servite il riso condendolo nei piatti con i saltarelli caldi. Vino consigliato Tocai dei Colli Morenici o Lambrusco Mantovano



                        ***********                                      
Provincia di Pavia _ vino Sangue di Giuda , wine dolce frizzante -D.O.C

Provincia di Pavia o Pavia IGT _vino Provincia di  Pavia» bianco e bianco frizzante:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 9,00 % vol;
acidità totale minima: 4,50 g/l;
estratto non riduttore minimo: 14,00 g/l.

«Provincia di Pavia» rosso e rosso frizzante:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 9,00 % vol;
acidità totale minima: 4,50 g/l;
«Provincia di Pavia» rosato e rosato frizzante:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 9,00 % vol;
acidità totale minima: 4,50 g/l;
 «Provincia di Pavia» novello:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00 % vol;
acidità totale minima: 4,50 g/l;
«Provincia di Pavia» rosso passito:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 15,00% vol di cui effettivo almeno 12,00 % vol;
acidità totale minima: 3,50 g/l;
«Provincia di Pavia» bianco passito:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 15,00% vol di cui effettivo almeno 12,00 % vol;
acidità totale minima: 3,50 g/l;
Ad eccezione di Croatina, Malvasia, Moscato e Riesling non è prevista la tipologia passito per i vini con specificazione del nome del vitigno.




**** vino Croatina ( PV) LE  RIVE ROSSE ( imbottigliato all'origine a Poggio Pelato )  12% VOL - 75 cl , poco frizzante che non da fastidio . La croatina è un tipo di vitigno autoctono, a bacca nera presente soprattutto nell'Oltrepò Pavese e nel Piacentino, in misura minore in Piemonte e in Veneto.

 
                                                           ********************
Quistello IGT_vino zona di Mantova .“Quistello” bianco:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,00% vol;
acidità totale minima: 6,00 g/l;
“Quistello” rosato:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,00% vol;
acidità totale minima: 6,00 gr/l;
“Quistello” rosso:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,00% vol;
acidità totale minima : 6,00 g/l;
“Quistello” novello:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
acidità totale minima: 6,00 g/l;
I vini a indicazione geografica tipica “Quistello”, anche con la specificazione del nome del vitigno, prodotti nelle tipologie frizzante, all'atto dell'immissione al consumo, devono avere il seguente titolo alcolometrico volumico totale minimo:
“Quistello” frizzante 10,00% vol.




Ronchi di Brescia IGT _vino Ronchi di Brescia bianco :
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol;
Acidità totale minima: 4,50 g/l;
Ronchi di Brescia rosso:
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol;
Acidità totale minima: 4,50 g/l;
Ronchi di Brescia novello:
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
Acidità totale minima: 5,00 g/l;
Ronchi di Brescia Marzemino:
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
Acidità totale minima: 5,00 g/l;
Ronchi di Brescia Merlot:
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
Acidità totale minima: 4,50 g/l;
Ronchi di Brescia Cabernet:
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
Acidità totale minima: 4,50 g/l;
Ronchi di Brescia Invernenga:
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
Acidità totale minima: 4,50 g/l;
Ronchi di Brescia Chardonnay:
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
Acidità totale minima: 4,50 g/l;
Ronchi di Brescia Pinot bianco:
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
Acidità totale minima: 4,50 g/l;
Ronchi di Brescia Barbera:
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol;
Acidità totale minima: 4,50 g/l;
Ronchi di Brescia Schiava:
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol;
Acidità totale minima: 4,50 g/l;
Ronchi di Brescia Trebbiano:
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol;
Acidità totale minima: 5,00 g/l;
Estratto non riduttore minimo: 16,00 g/l.
Ronchi di Brescia passito:
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 15,00% vol;
Acidità totale minima: 4,50 g/l;



Sabbioneta IGT_vino zonz di Mantova .“Sabbioneta” bianco:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,00% vol;
acidità totale minima: 6,00 g/l;
“Sabbioneta” rosato:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,00% vol;
acidità totale minima: 6,00 g/l;
“Sabbioneta” rosso:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,00 % vol;
acidità totale minima: 6,00 g/l;
“Sabbioneta” novello:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
acidità totale minima: 6,00 g/l;
I vini a indicazione geografica tipica “Sabbioneta”, anche con la specificazione del nome del vitigno, prodotti nelle tipologia frizzante, all'atto dell'immissione al consumo, devono avere il seguente titolo alcolometrico volumico totale minimo:
“Sabbioneta” frizzante 10,00% vol.
“Sabbioneta” bianco:
colore: giallo pallido;
odore: delicato, gradevole;
sapore: tipico, armonico.
“Sabbioneta” rosato:
colore: rosato;
odore: caratteristico, gradevole;
sapore: equilibrato, armonico.
“Sabbioneta” rosso:
colore: rosso rubino più o meno intenso;
odore : vinoso e fruttato;
sapore : tipico, sapido armonico.
“Sabbioneta” novello:
colore: rosso;
odore: fruttato, giovane, gradevole;
sapore: asciutto, fresco.



Alto Mincio IGT _vini della zona di Mantova ...“Alto Mincio” bianco:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,00% vol;
acidità totale minima: 4,50 g/l;
“Alto Mincio” rosato:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,00 % vol;
acidità totale minima: 4,50 g/l;
“Alto Mincio” rosso:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,00 % vol;
acidità totale minima: 4,50 g/l;
“Alto Mincio” novello:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
acidità totale minima: 4,50 g/l;
“Alto Mincio” bianco passito:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00 % vol;
acidità totale minima: 4,50 g/l;
“Alto Mincio” rosso passito:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol;
acidità totale minima: 4,50 g/l;



Benaco Bresciano IGT_vino Bresciano Bianco:
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,00% vol;
Acidità totale minima: 4,50 g/l;
<<Benaco bresciano>> Novello:
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
Acidità totale minima: 5,00 g/l;
.<<Benaco bresciano>> Pinot grigio:
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
Acidità totale minima: 4,50 g/l;
<<Benaco bresciano>> Marzemino:
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
Acidità totale minima: 5,00 g/l;
<<Benaco bresciano>> Barbera:
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol;
Acidità totale minima: 4,50 g/l;
<<Benaco bresciano>> Chardonnay:
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol;
Acidità totale minima: 4,50 g/l;
<<Benaco bresciano>> Rosso:
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol;
Acidità totale minima: 4,50 g/l;
<<Benaco bresciano>> Pinot bianco:
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
Acidità totale minima: 4,50 g/l;
<<Benaco bresciano>> Pinot nero:
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
Acidità totale minima: 4,50 g/l;
<<Benaco bresciano>> Riesling:
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
Acidità totale minima: 4,50 g/l;
<<Benaco bresciano>> Trebbiano:
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol;
Acidità totale minima: 5,00 g/l;
<<Benaco bresciano>> Cabernet:
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
Acidità totale minima: 4,50 g/l;
<<Benaco bresciano>> Merlot:
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
Acidità totale minima: 4,50 g/l;
<<Benaco bresciano>> Incrocio Manzoni:
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
Acidità totale minima: 4,50 g/l;
<<Benaco bresciano>> Sangiovese:
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
Acidità totale minima: 4,50 g/l;
<<Benaco bresciano>> Rebo:
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
Acidità totale minima: 4,50 g/l;
Estratto non riduttore minimo: 18,00 g/l.
<<Benaco bresciano>> Passito:
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 15,00% vol;
Acidità totale minima: 4,50 g/l;



Bergamasca IGT _vino zona Bergamo ..“Bergamasca” bianco:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00%vol
acidità totale minima: 4,50 g/l
“Bergamasca” rosso:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol
acidità totale minima: 4,50 g/l
“Bergamasca” rosato:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol
acidità totale minima : 4,50 g/l
“Bergamasca” novello:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol
acidità totale minima : 4,50 g/l
“Bergamasca” rosato Schiava:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,00% vol
acidità totale minima : 4,50 g/l
“Bergamasca” bianco:
colore: giallo paglierino;
odore: intenso, fruttato e floreale;
“Bergamasca” rosso:
colore: rosso rubino;
odore: ampio e intenso;
“Bergamasca” rosato:
colore: rosato cerasuolo;
odore: delicato e fruttato;
“Bergamasca” novello:
colore: rosso rubino;
odore: intenso e fruttato;
“Bergamasca” rosato Schiava:
colore: rosato cerasuolo;
odore: intenso e fruttato;
sapore:asciutto e armonico con leggero retrogusto amarognolo




Sebino IGT_vini zona di Brescia . «Sebino» bianco:
titolo alcolometrico volumico totale minimo 11,00% vol;
acidità totale minima: 4,50 g/l
«Sebino» rosso:
titolo alcolometrico volumico totale minimo 11,00%;
acidità totale minima: 4,50 g/l
«Sebino» novello:
titolo alcolometrico volumico totale minimo 11,00% vol;
acidità totale minima: 4,50 g/l
«Sebino» passito:
titolo alcolometrico volumico totale minimo 14,00% vol;
acidità totale minima: 4,50 g/l
«Sebino» bianco:
colore: giallo paglierino;
odore: delicato, caratteristico;
sapore: asciutto, armonico.
«Sebino» rosso:
colore: rosso rubino più o meno intenso;
odore: intenso, caratteristico, con sfumature fruttate o erbacee;
sapore: asciutto, armonico.
«Sebino» novello:
colore: rosso più o meno intenso con riflessi violacei;
odore: fresco, floreale;
sapore: morbido, tipico.
«Sebino» passito:
colore: giallo dorato più o meno intenso;
odore: caratteristico, intenso;
sapore: delicatamente dolce, pieno, tipico.



Terrazze Retiche di Sondrio IGT_vino della zona di Sondrio .
Terrazze Retiche di Sondrio bianco:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol;
acidità totale minima: 3,50 g/l;
Terrazze Retiche di Sondrio rosso:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol;
acidità totale minima: 3,50 g/l;
Terrazze Retiche di Sondrio novello:
titolo alcolometrico volumico totale minimo:11,00% vol;
acidità totale minima: 3,50 g/l;
Terrazze Retiche di Sondrio rosato:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol;
acidità totale minima: 3,50 g/l;
Terrazze Retiche di Sondrio passito “bianco”:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 16,00% vol totale, 12,00% vol effettivo;
acidità totale minima: 3,50 g/l;
zuccheri residui: 45,00 gr/l.
Terrazze Retiche di Sondrio passito “rosso”:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 16,00% vol totale, 12,00% vol effettivo;
acidità totale minima: 3,50 g/l;
zuccheri residui: 45,00 gr/l.
Terrazze Retiche di Sondrio vendemmia tardiva “rosso”:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 13,00% vol totale; 11,00% vol effettivo.
acidità totale minima: 3,50 g/l;
Terrazze Retiche di Sondrio vendemmia tardiva “bianco”:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 13,00% vol totale, 11,00% vol effettivo.
acidità totale minima: 3,50 g/l;
Terrazze Retiche di Sondrio bianco:
Colore: giallo paglierino, talvolta con riflessi verdognoli;
Odore: fresco, delicato, floreale;
Sapore: asciutto, sapido, gradevole.
Terrazze Retiche di Sondrio rosso:
Colore: rosso rubino;
Odore: fresco, fruttato;
Sapore: sapido, leggermente tannico.
Terrazze Retiche di Sondrio novello:
Colore: rosso rubino più o meno intenso;
Odore: vinoso, lievemente fruttato;
Sapore: fresco, rotondo, vellutato.
Terrazze Retiche di Sondrio rosato:
Colore: da rosato tenue a rosato intenso;
Odore: fine, delicato;
Sapore: asciutto, fresco, fruttato.
Terrazze Retiche di Sondrio passito “bianco”:
Colore: giallo intenso con riflessi dorati;
Odore: ampio, composito, intenso;
Sapore: dolce, pieno, armonico, elegante, etereo, dolce.
Terrazze Retiche di Sondrio passito “rosso”:
Colore: rosso rubino intenso;
Odore: ampio, floreale;
Sapore: dolce, fruttato, armonico, piacevole.
Terrazze Retiche di Sondrio vendemmia tardiva “rosso”:
Colore: rosso rubino;
Odore: intenso, caratteristico, complesso;
Sapore: deciso, armonico, giustamente tannico.
Terrazze Retiche di Sondrio vendemmia tardiva “bianco”:
Colore: giallo paglierino con riflessi dorati;
Odore: composito, ampio, con sentori minerali;
Sapore: pieno, armonico, elegante, piacevole.






 **** wine  Oltrepo Pavese _Oltrepo Pavese Metodo Classico is another DOCG sparkling wine of southwestern Lombardy, though it doesn’t get as much attention as Franciacorta. It is another Champagne-styled wine that comes from a minimum of 70% Pinot Noir, with the rest of the blend coming from Chardonnay, Pinot Bianco, and Pinot Grigio (a grape outlawed in Franciacorta in 1990). There are many different “Oltrepo Pavese” wines of white, red, rose and so on, but keep in mind that only “Oltrepo Pavese Metodo Classico” has earned the DOCG title.


***** wine  Oltrepo Pavese _
Barbera
Croatina (detta localmente Bonarda)
Uva rara
Vespolina detta anche Ughetta di Canneto
Pinot nero
Riesling ossia il cosiddetto Riesling Renano
Riesling Italico
Cortese
Moscato bianco
Malvasia di Candia
Chardonnay
Sauvignon
Cabernet Sauvignon
                                  --------------------------------------

wine_Rosso Valtellina _
E' la denominazione che identifica la produzione DOC del medio versante retico valtellinese, in zone alterne di 130 ettari. Viene prodotto nelle zone con i terreni più profondi e in località situate ad altitudini più elevate, fino ai 700 m sul livello del mare.La base del vino è costituita per almeno il 90 % da uve Nebbiolo e per il 10% da uve Rossola e Pignola. Inoltre è prevista una resa massima di 100 quintali a ettaro di uva raccolta e un affinamento minimo di 6 mesi. Si caratterizza per buon corpo e struttura, esaltati in finezza ed eleganza dalle varietà autoctone del vitigno Nebbiolo. Il più classico e sincero dei vini di Valtellina, generalmente granato, garbato, semplice e di facile beva, si abbina pressoché con ogni piatto pur trovando ovviamente l'intesa migliore con la cucina della tradizione valtellinese.


wine  Inferno ( Valtellina ) Questo vino nasce dai rupestri vigneti coltivati nei Comuni di Tresivio e Poggiridenti. Il nome singolare deriva probabilmente dalle temperature molto elevate che, in estate, si raggiungono sui piccoli terrazzi siti negli anfratti rocciosi. In gioventu' piacevolmente aspro e vivace, acquista con gli anni morbidezza ed eleganza.

** wine Valtellina _ is the most esteemed area for red wine production and its wines are especially popular with the Swiss, particularly those made with Nebbiolo. Valtellina has a DOC and a DOCG for its Superiore wines which must contain 90% Chiavennasca grapes (the local name for Nebbiolo) in the four sub-districts of Grumello, Inferno, Sassella and Valgella. The Nebbiolos from Valtellina are far removed from their counterparts in wines of Barolo and Barbaresco, as the climate and soil is vastly different, with some grapes from the most precarious parts of the mountain hauled in during the harvest using baskets on cables. The resultant wines have a distinct character of their own, much lighter than their Piedmontese counterparts yet still capable of improving for over a decade.




                                                                ------------------------------------------

***Lombardy DOCG wine appellations:  Franciacorta, Oltrepò Pavese Metodo Classico, Scanzo or Moscato di Scanzo, Sforzato di Valtellina or Sfursat di Valtellina, Valtellina Superiore.

****Lombardy DOC wine appellations: Bonarda dell’Oltrepò Pavese, Botticino, Buttafuoco dell’Oltrepò Pavese or Buttafuoco, Capriano del Colle, Casteggio, Cellatica, Curtefranca, Garda, Garda Colli Mantovani, Lambrusco Mantovano, Lugana, Oltrepò Pavese, Oltrepò Pavese Pinot Prigio, Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese, Riviera del Garda Bresciano or Garda Bresciano, San Colombano al Lambro or San Colombano, San Martino della Battaglia, Sangue di Giuda dell’Oltrepò Pavese or Sangue di Giuda, Terre del Colleoni o Colleoni, Valcalepio, Valtellina Rosso or Rosso di Valtellina, Valtenèsi.

*****Lombardy IGT wine appellations: Alto Mincio, Benaco Bresciano, Bergamasca, Collina del Milanese, Montenetto di Brescia, Provincia di Mantova or Mantova, Provincia di Pavia or Pavia, Quistello, Ronchi di Brescia, Ronchi Varesini, Sabbioneta, Sebino, Terrazze Retiche di Sondrio, Terre Lariane, Valcamonica.

 

  > Coquilles St Jacques << vino consigliato: Malvasia di bosa secco , Bianco Vergine Valdichiana , Terlaner Mùller-Thurgau .

 

 

  > Cozze in teglia<<vino consigliato: Biferno bianco , Grave del Friuli Sauvignon , Est !Est ! Est di Montefiascone.

 

  

 

 

 

                           **********

 



Abbinamento: Vino da tutto pasto. Ottimo con carni rosse grigliate
Come servirlo: In calici ampi in cristallo trasparente, liscio ed incolore. Ottimo a 18°C

Vinificazione:
Una selezione proveniente da vecchi vigneti di Primitivo allevati ad alberello; le uve sono state raccolte appena surmature. Dopo la svinatura il vino ha effettuato la fermentazione malolattica direttamente in barriques di rovere francese e ungherese, nelle quali è stato elevato per circa un anno. E’ seguito un ulteriore periodo di 10 mesi di affinamento in bottiglia prima della immissione sul mercato. Il Torcicoda (14,5% vol.) si presenta con colore rosso rubino intenso e profumi tipici della varietà, quali frutti rossi e prugna secca, con note di legno ben amalgamate; in bocca è morbido, sapido, lungo, con un tannino caldo e avvolgente. - See more at: http://www.winepoint.it/prodotti/torcicoda-primitivo-salento-igt-2012-tormaresca-antinori.php#sthash.qeOoDCIQ.dpuf


Abbinamento: Vino da tutto pasto. Ottimo con carni rosse grigliate
Come servirlo: In calici ampi in cristallo trasparente, liscio ed incolore. Ottimo a 18°C

Vinificazione:
Una selezione proveniente da vecchi vigneti di Primitivo allevati ad alberello; le uve sono state raccolte appena surmature. Dopo la svinatura il vino ha effettuato la fermentazione malolattica direttamente in barriques di rovere francese e ungherese, nelle quali è stato elevato per circa un anno. E’ seguito un ulteriore periodo di 10 mesi di affinamento in bottiglia prima della immissione sul mercato. Il Torcicoda (14,5% vol.) si presenta con colore rosso rubino intenso e profumi tipici della varietà, quali frutti rossi e prugna secca, con note di legno ben amalgamate; in bocca è morbido, sapido, lungo, con un tannino caldo e avvolgente. - See more at: http://www.winepoint.it/prodotti/torcicoda-primitivo-salento-igt-2012-tormaresca-antinori.php#sthash.qeOoDCIQ.dpuf

_ wine Gutturnio Superiore  ( Piacenza /Lombardia )Zerioli's farm is near Ziano Piacentino a village in  Piacenza hills. The business activity dates from 1890 and the tradition has been handed on from father to son for 4 generations.Among them we have to remember the Knight of Work Filippo Zerioli member of the Vine and Wine Italian Academy  who obtained international renown.Today the farm spreads out along 77 hectars: 62 Ha are specializ vineyards divided in 3 farms: Pozzolo,Montecucco and Poggio giving a beautiful natural setting to the cellar.Our farms are on Ziano Piacentino hills in Tidone valley, they are at 280 meters hight and they have calcareous, cleyey ,fresh and compact grounds.     The vines-growing systems are the simple Cordone Libero and the Cordone Speronato . @@@ 12,5% vol, >  servire 18°-20°C , il 60% di uve Barbera e il 40% uve Bonarda , ideale con carni rosse grigliate , arrosti , selvaggina e formaggi .Colore rubino scuro. Seduce con un bouquet intenso di prugne, mirtilli e morbida speziatura. Bocca tesa e piena, con tannini che accarezzano decisi, ma fini. Finale terroso e appagante in cui riemergono ricordi di viole. Equilibrio e ottimo corpo.

 

 

  BONARDA:è un vino dell'Oltrepò Pavese (Pavia)12% vol , 750ml, color rosso brillante ,sapore asciutto  nasce da sole uve Croatine ,Composizione vino: Barbera (85-100%), consentite aggiunte di Croatina e Uva Rara. Invecchiamento ottimale fino 3 anni, può raggiungere anche i 5 o 6 anni, gradazione minima 11,5.

 

 

 

  Gotturnio (superiore) Piacenza - nasce da uve barbera 60% e uve 40 Bonarda , color rosso vivo , sapore asciutto , ideale per selvaggina , carni rosse e formaggi .

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  *** wine Franciacorta (Brescia) Il Franciacorta è un’altra interessante Docg italiana, molto presente nel mercato nazionale, meno nota all’estero, pur distinguendosi fra le eccellenze dei vini della Lombardia. I produttori del Franciacorta si dedicano in modo particolare allo Spumante rincorrendo il modello francese dello Champagne: vinificano chardonnay e pinot nero in proporzioni variabili, per ottenere mordibi Satèn (simili al Blanc-de-Blanc francese) o Brut ricchi di carattere. Vini di spessore, adatti all’invecchiamento, che donano bollicine nobili e raffinate da gustare anche a tutto pastoLa zona in cui viene prodotto il Franciacorta, è quella dei comuni di Rovato, Adro, Cologone, Capriolo, Coccaglio, Cellatica, Cazzago San Martino, Corte Franca, Gussago, Erbusco, Iseo, Ome, Monticelli Brusati, Paderno Franciacorta, Passirano, Paratico, Provaglio d'Iseo, 11 comuni di Brescia e Rodengo-Saiano; nella provincia di Brescia.Questo tratto di Lombardia, tra il Lago di Brescia e il Lago d'Iseo, è uno dei posti più importanti in cui viene prodotto lo spumante per quel che riguarda l'Italia.


 

 


Franciacorta _ Lombardy the largest and most populous region of italy, and the driving force behind the country's post-Second World War economic boom, is the dynamo which has given Milan and its hinterland one of Europe's highest standards of living. Visitors driving across the great Lombard plain of northern Italy between the Ticino of southern switzerland and the river Po (see map under italy) get little sense of a thriving agriculture, but the region is a viticultural centre of some importance: its annual production of just over 1.1 million hl/28 million gal (with doc wines accounting for more than a third of the total) is larger than that of such famous wine regions as friuli, trentino-alto adige, umbria, or the Marche, areas whose more bucolic landscapes suggest a greater significance for the vine.Lombardia's centres of viticulture are off-centre geographically—in the far north, in the far south, and in the far east—all well off the region's main axis of communication. And the fact that each of Lombardia's three major viticultural areas cultivates different grapes and makes wine in a completely different style from the others does little to clarify the image of Lombardia wine: the region has neither a key grape nor a key wine to make it better known, and its sheer size and disparity are marketing handicaps. This is compounded by the fact that most of the region's wine is consumed (not wholly critically) by the denizens of Milan and its environs, which means that there is little pressure from the more competitive export markets to buy the wines. Good wine is none the less produced in Valtellina, Oltrepò Pavese, and Franciacorta.
Other DOCs include Lugana, whose Trebbiano-based white wines are produced to the south of lake Garda. Botticino and Cellatica are red blends (the former with a slight suggestion of sweetness) from schiava, barbera, and marzemino grapes grown in the province of Brescia and served with the local versions of pot-au-feu or wine-laced stews. Garda and Garda Bresciano, introduced in the late 1990s, cover a wide range of varietal whites (Pinot Grigio, Chardonnay, Garganega, Tocai, etc.) and reds (Merlot, Cabernet Sauvignon, Corvina, Marzemino, and others). The wines tend to be light but pleasant, especially if consumed overlooking lake Garda.




 

 

History of wine making_ Wine has been made in Lombardy since even long before the Ancient Romans. Milan has been the main marketplace for Lombard wine producers to sell since medieval times. As in other regions throughout Italy, wine production was often tied to religious orders and many monasteries and abbeys ran a wine business on the side. Today many wineries are indeed located in converted monasteries. DOCGs in Lombardy include Fraciacorta  (Italy’s best bubbly), Valtellina Superiore (high altitude wines) and Sforzato di Valtellina. Some famous DOCs here include Lugana and Garda, while lesser known DOCs include Botticino (near Brescia), Moscato di Scanzo and Valcalepio (both near Bergamo), and Oltrepò Pavese (south of Pavia).




Without a doubt, Lombardy’s best and most powerful red wines come from Valtellina, in the far north. The Valtellina stretches from west to east along the Adda river near the town of Sondrio and the spa town of Bormio. The main grape cultivated here is the Chiavennasca, the local name for Nebbiolo (which makes Barolo and Barbaresco in Piemonte . The vineyards are completely unique in that they are located on extremely steep hillsides and terraced. Wineries have to send their staff nearly mountain climbing at harvest time! Famous producers include Nino Negri and Triacca, as well as Conti Sertoli Salis, Rainaldo, Mamete Prevostini, Arpepe and Sandro Fay. Winemaking here is done on a small artisan scale and is quite high-end and high quality. Wine tourism as a concept is only starting to take off and the region is a delight for wine loving tourists looking for “undiscovered gems”. 

 

 

While Prosecco is deservedly famous for its easy going bubbly (it’s one of the key ingredients of the Venetian Bellini cocktail), Franciacorta is well known to wine lovers for its ultra premium and much more expensive bubbly (more akin to Champagne). The DOC Terre di Franciacorta is for dry red and white wines, while the DOCG is for the bubbly. The main town here is Brescia, with its pretty historic center, and the main wine hamlet is Erbusco. Many of the wineries are beautiful and historic and in all of them you will see the “Pupitres” with the upside down bottles of Franciacorta waiting to be “riddled” by the cellarmaster. Pretty Lake Iseo is surrounded by vineyards growing Pinot Bianco, Pinot Noir, Chardonnay, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Barbera, Nebbiolo and Merlot. Big names in the Franciacorta wine world include Ca`del Bosco, Bellavista, Cavalleri, Monterossa, Contadi Castaldi .





beautiful Lugana> Lugana happens to be one of the most picturesque wine regions of Lombardy, located on the southern end of vast Lake Garda, with its many fishing villages and castle-studded towns. The vineyards spread from the village of Desenzano, past pretty Sirmione and up to Peschiera, as well as in Pozzolengo and Lonato. Expect dramatic lake scenery here and some truly fabulous white wines, made with a clone of Trebbiano called “da Lugana” which is used in 90% of the white wine blends. Certainly the flagship wine estate in Lugana has to be Cà dei Frati, well loved for their captivating and refreshing still white and sparkling wines. Chiaretto is another traditional wine of Lake Garda, which can be either an aromatic rosé or light red wine made with Groppello (  uva  rara ) Marzemino , Sangiovese e Barbera  grapes. Producers of Lugana and other Garda wine estates include Cà Lojera, Provenza, Pasini, Zenato Cantrina, Cascina La Pertica, Costaripa, and La Basia.




Around Milano ( Milano-lombardia  ) Oltrepò Pavese is the wine region actually closest to Milan and is considered to be the most traditional winegrowing area in Lombardy. This region was ruled for centuries by the House of Savoy who also ruled Piedmont, and in fact many winemaking practices are similar. The main town is Pavia and the main wine hamlet is Santa Maria della Versa. The Po River flows through this region and is another reason why winemaking flourished here as this main river was a major asset for trade. The Croatina ( uva rara ) and Pinot Nero grapes are used in the region’s red and rosé wines as well as the local lightly sweet and frothy "Sangue di Giuda" (“Judas’s Blood”- local lore is that it was named by local friars who found the effects of the aphrodisiacal wine far too naughty). For the sparkling wines made here (Spumante Metodo Classico), Pinot Grigio, Pinot Bianco, Pinot Nerot and Chardonnay are used. Lightly sparkling (Frizzante) red wines are made with Bonarda Buttafuoco and Barbera grapes. While in Oltrepò Pavese, don’t miss the gorgeous Certosa di Pavia (located a few miles from Pavia town), a Gothic- Renaissance monastery with an amazing art collection.

 

 

Per fare  un BUON VINO ci VUOLE il TERRENO , ACQUA , SOLE .... leggi le  zone più famose al mondo adatte al vino .
Argentina.While the combination of sand, granite, schist and alluvial deposits are hardly unique to Argentina, these soils in conjunction with the ridiculously high altitudes at which the grapes are grown have created a unique growing environment. Grape growing begins at 2,500 ft. up in the foothills of the Andes, a height well above all but a scant few European vines, and continues in many places to over a mile up or more.
Lots of sunshine during the day, very cool temperatures at night and lots of dry mountain air combine to provide a very long growing season for the spicy Malbecs, rich Cabernets and full-bodied Bonardas of Mendoza. The wines of Argentina are said to boast very high concentrations of reservatrol and antioxidants due to the long hang time on the vine. All that flavor and health benefits, too? I'm hooked.


Australia .(Cornavara)The visually arresting Terra Rossa, or red earth soil of Coonawarra also occurs in a few places around the Mediterranean, but this swath of earth some 10 miles long and less than a mile wide is quite the oddity in Australia. The soil, which is literally red, is formed by a unique combination of events: This area was once a seacoast, and the limestone soil lies over top of a sandstone base. The limestone has dried over the course of many millennia, and the breakdown of the soil as it starts to erode has caused iron deposits within the soil to oxidize, thus imparting the deep orange and red hues.
The resulting soil is rich in nutrients and minerals, drains very well, and provides a thin layer over the limestone beneath. Many wineries have found this to be a perfect growing environment for Cabernet Sauvignon, with Bowen, Parker Estate, Wynns and Highbank Vineyards among some of the best.


Spagna(Priorat)Around the foothills of Montsant (the Holy Mountain) resides an almost otherworldly soil type that cannot be duplicated anywhere else on earth: Llicorella. This mix of dark slate and quartzite that developed in Paleolithic times is dark in color but glitters in the sun from the high crystal content. It is rocky, porous and free-draining which forces the roots to dig way down deep (up to 25 meters) into the bedrock to find pockets of water and nutrients. One of my favorite stories in the wine world is that of the cost of the local donkey in Priorat. Almost abandoned as a wine region in the 1970s because the hills are so steep and must be worked entirely by hand, innovative winemakers from across the world have settled in this area today to take advantage of the unique combination of soil, climate and old vines of Syrah, Grenache and Carignan. Though lots of new investment has flooded into the region, the vines must still be worked by hand so the price of the local burro has gone up ten fold!


TOSCANA(Italy)Soil purists will tag me here since Tuscany is actually comprised of several different soil types that range from tufa and volcanic soil to sandstone and limestone clay. But it is in this diversity that the beauty of Tuscany lies: There are so many different sub-soils that there is a perfect home for each individual grape variety, no matter what type of soil it prefers. The higher altitudes of vineyards around San Gimignano make a great home for Vernaccia. The rocky,low-vigor soils of Chainti and Montalcino are perfect for Sangiovese, while areas in between boast more sand, clay and alluvial deposits, a great spot for international varieties that make up the backbone of the great Super Tuscans.


Chàteauneuf-du-Pàpe(Francia)The best vineyards in the new home of the Pope are covered with galets, or pudding stones as they are often called, which are smooth, oval-shaped stones that were formed from the many centuries of floodwaters that poured through the Rhône Valley after the last Ice Age. The galets collect and retain the heat of the sun, which they then radiate back onto the vines during the cool of the evening.
The results are wines that are spicy, rich, full-bodied and higher in alcohol than many of their brethren elsewhere in France. For those that like Syrah and Grenache, if you haven't tried a good 'Neuf-du-pâpe, then you haven't yet begun to live. As a side note, it is a good thing that the vines take so readily to this soil, since some of these vineyards are so rocky that they look like the bottom of an aquarium. What else on earth could grow there .


Alsace(Francia)There are many who would argue that Alsace should be #1, but I think the argument could be made for almost any of the top five, a testament to just how famous these places are. Flat out, it is soil that makes the wines in Alsace. Yes, they have a break from the weather provided by the rain shadow of the Vosges Mountains, but the real beauty of this 70 mile strip of grape deliciousness lies in the mix of 20 different major soil compositions that line these east-facing foothills.The Grand Crus of Alsace read like a laundry list of famous soils: The sandstone of Kitterlé, the limestone of Zinnkoepflé, the granite of Brand, the warm volcanic soils of Rangen. The list goes on and on. Each vineyard over the years has developed a reputation for which grapes grow best within its hallowed grounds. The Grand Cru of Schlossberg, or Castle Hill as it is translated from German, is free-draining, stony, and rich in granite. Subsequently Riesling is a natural choice here. While just a couple hundred yards away the Grand Cru of Furstentum has a higher proportion of limestone clay and is famous for juicy and rich Gewürztraminer.Many of the famous vineyards in Alsace can trace their wine-growing heritage back to the 1300s. Despite wars, changes in nationality, changes in climate, and even phylloxera, this strip of vineyards barely a mile wide continues to crank out world class white wines.


Rutherford (Napa Valley)Perhaps André Tchelistcheff said it best: "It takes Rutherford Dust to grow great Cabernet." While the man many consider to be the founding father of great American wine was not referring to one particular soil type, there is no disputing the importance of Rutherford in American winemaking or in the world of wine as a whole.So what is Rutherford Dust? Well, I can tell you what it is not- It is neither an actual soil type nor an additive to the wine. It is a dusty and spicy berry element that can be found in all great Rutherford Cabernets. Some have described it as mocha, others as Allspice, but regardless of specific flavor descriptors it is an ever present ethereal nuance that sets the wines of Rutherford apart from its prestigious neighbors of Oakville and Saint Helena.
This is not to say that Rutherford is without merit in terms of soil. There are three distinct alluvial fans that were formed from the runoff of mineral deposits left in the valley floor over eons of time. They range from gravelly to sandy to loamy, and some of the most famous vineyards in the United States sit atop the shattered sandstone and limestone base. Bosche, Martha's Vineyard, Bella Oaks, the Opus One vineyards- more than enough to keep any collector happy until the end of time. 


Bordeaux(Francia)Without even mentioning the clay soils that dominate the Right Bank, Bordeaux still boasts some of the most hallowed hills on earth in terms of wine. The croupes, or mounds of gravel that spread out like ripples on a pond in the Haut-Medóc have for centuries provided wine lovers with many a muse to pour their love and admiration into. Up until the 17th century most of the area was swampy marshland until Dutch engineers drained the waters revealing a rocky gravel soil rich in minerals and perfect for growing grapes.Since then the best examples of Bordeaux have been considered only the greatest and most expensive wines in the world. The first growths command such respect that the wines are sold from the winery long before they are ever even bottled. Five million cases of wine per year are produced in the Haut-Medóc alone, a staggering number for an area known for such high quality. Further to the south fine white wines are produced along with reds in the arid sandy and gravelly soil of Graves. Bordeaux also has the distinction of being the only region on earth famous for all three of the major styles of wine- white, red and sweet. Sauternes and Barsac produce some of the greatest, most unctuous and rich and decadently sublime dessert wines on the planet.


Mosel ( Germany )While there are certainly other famous spots in Germany for Riesling, no spot holds as many famous vineyards in such a short stretch of river as that of the steep slate slopes that line the Mosel River along the western edge of the country. The steep walls of the valley protect the vines from harsh weather and the steep angle provides a more direct exposition to the sun as well as sunlight that reflects off of the river back onto the vines. The slate warms quickly in the sun and retains the heat of the day late into the cool of the evening. These factors combine to provide a long, slow ripening period for the fickle Riesling. There is no grape on earth that is more of a reflection of the soil that it is grown in than Riesling. It seems to absorb every nuance of nutrient and structure of the soil and in the best examples parlay them into the glass with such clarity and focus as to seemingly scream to the taster of the soil from whence it came. Rieslings separated by just one lonely little bend in the Mosel River will taste entirely different, no matter the similarities in production methods or even ripeness levels.Of the great vineyards, the Sonnenuhr boasts deep, blue-gray slate, while the Erdener Prälat has dark red. The red volcanic soils of the Urzinger Würzgarten (Spice garden) create wines that are just as they sound- spicy and with depth of character. The list goes on and on. I urge you to try each different vineyard. While the subtleties of each individual soil type may not be apparent at first, they will stand out over time. And if not you are still drinking some of the greatest white wine on earth.


Burgundy ( champagne and the Loire Valley- FRANCIA )A basin of limestone marl that starts in England runs all the way down through the vineyards of Champagne, the Loire Valley and ultimately Burgundy. It is on this ridge, known as the Kimmeridgian, that the best vineyards lie. The soil varies from hill to hill, but all contain at least some of this limestone clay which is heavy with nutrients from the fossils of shellfish from eons ago. The success of the vineyards perched atop this chalky soil has been widely known for centuries. Champagne was famous long before a certain monk put a few bubbles in the bottle by accident. The Grand Crus of Burgundy are separated by walls that date back to monastic times and names that hail from ages gone by. The Grand Cru of Corton-Charlemagne was said to be the said to be the king's favorite vineyard some 1,200 years ago. The best vineyards of the Loire mix limestone, clay and silica to form a flint and sand mixture known as silex. For just as long as they have been famous, attempts have been made to duplicate their successes. It was long thought that quality Pinot Noir could not be produced outside of Burgundy. Tasty sparkling wine is now made in many other parts of the world, but it is not Champagne. The best wines of the Loire Valley still hold a haunting mix of earth, fruit, structure and nuance that is impossible to duplicate elsewhere. It is in this spirit that I feel that the Kimmeridgian soil is the most famous and important on earth when it comes to fine wine. The quality, longevity and unique features of this particular blend of limestone and clay have driven the wine world for centuries. Battles have been won and lost, fortunes come and gone, and even nations have been created and remade in the time these wines have been famous. And for that, there is no comparison.








photo moi all'Hotel ,   REGINA  PALACE ( STRESA )








>> vini Bianchi : I vini bianchi sono spesso più acidi dei vini rossi e, rispetto a questi, sono poveri in tannini e quindi la sensazione di astringenza sarà molto bassa, praticamente nulla. Considerando che una bevanda acida diventa più gradevole a basse temperature, i vini bianchi non vengono mai serviti a più di 14° C. La temperatura preferenziale per questi vini varia in genere fra i 10° C e i 14° C. I vini bianchi giovani, freschi e aromatici possono essere serviti anche a 10° C, mentre quelli meno aromatici a circa 12° C. Vini bianchi morbidi e maturi, affinati per qualche anno in bottiglia, sopportano temperature più alte e potranno essere serviti fra i 12° C e i 14° C. Servire un vino bianco ad una temperatura più elevata di queste, significa esaltare i suoi caratteri "dolci" a scapito dell'acidità e della sapidità che invece sono considerate caratteristiche gradevoli e desiderate in questo tipo di vino.



>> Vini Rosati :
Il servizio dei vini rosati segue, in genere, le stesse regole dei vini bianchi. Tuttavia è necessario considerare l'eventuale tannicità di questi vini e servirli quindi ad una temperatura più alta in modo da non renderli troppo astringenti. Vini rosati giovani e freschi, tannicità permettendo, si servono fra i 10° C e i 12° C, mentre quelli più robusti e di corpo, compresi quelli più maturi, si possono servire fra i 12° C e i 14° C.




>> Vini Rossi :La temperatura di servizio dei vini rossi dipende da molti fattori, ma vista la loro natura "tannica" e meno acida dei bianchi, solitamente vengono serviti a temperature più alte. Vini rossi giovani poco tannici si servono solitamente fra i 14° C e i 16° C, mentre per quelli più corposi e tannici si può arrivare anche a 18° C. I vini affinati per anni in bottiglia, di corpo e ancora tannici, possono essere serviti a 18° C, eccezionalmente a 20° C. I vini rossi giovani poco tannici e poco strutturati, possono anche essere serviti fra i 12° C e i 14° C senza risultare astringenti e rimanere senz'altro piacevoli. Questa regola è senz'altro vera per i vini "novelli" che, grazie alla loro particolare tecnica di vinificazione, sono poveri in tannini e si possono servire più freddi rispetto agli altri vini rossi, risultando comunque gradevoli.




>> Vini Spumanti :Non esiste una regola generale per i vini spumanti data la notevole quantità di tipologie di spumanti esistenti. Gli spumanti bianchi dolci e aromatici, come per esempio l'Asti Spumante, vanno serviti ad una temperatura di 8° C; grazie alla loro aromaticità possono infatti sopportare basse temperature. Gli spumanti dolci rossi, come per esempio il Brachetto d'Acqui, possono essere serviti a temperature comprese fra i 10° C e i 12° C; anche in questo caso gli spumanti più aromatici sopportano temperature più basse fino a 8° C mentre per quelli un po' più tannici sarà necessario aumentare la temperatura anche fino a 14° C. Gli spumanti secchi cosiddetti "metodo Charmat" o "metodo Martinotti", come per esempio il Prosecco di Valdobbiadene e Conegliano, possono essere serviti a temperature comprese fra gli 8° C e i 10° C. Una considerazione particolare va fatta per gli spumanti "metodo classico", come per esempio il Franciacorta, e i "méthode champenoise", come lo Champagne. In genere questi spumanti vengono serviti a temperature comprese fra gli 8° C e i 10° C, tuttavia quando si tratta di millesimati importanti o comunque di spumanti affinati per lungo tempo, si può arrivare anche a 12° C in modo da favorire lo sviluppo degli aromi complessi che lentamente e faticosamente si sono sviluppati nel corso del tempo.










> I vini Bianchi : se sono secchi , si servono a 10-12 gradi , i più aromatici o amabili a circa 8 gradi , i frizzanti ( o dolci ) a non più 6 gradi .
> I vini Rosati :i rosati secchi , cioè non frizzanti ( e tranquilli ) vanno serviti a 14 gradi , per quelli più amabili o dolci a 12 gradi , mentre quelli vivaci o frizzanti a 8 gradi.
> I vini rossi  :( pronta beva) sono i rossi più giovani e vanno serviti a temperatura ambiente , intorno ai 18 gradi e stappati a momento , i vini rossi frizzanti 12/14 gradi .
> I vini rossi invecchiati :la temperature è quella dell'ambiente , la bottiglia và aperta 55/60 minuti prima per favorire l'ossigenazione e lasciare liberare i profumi , se non è possibile l'apertura anticipata della bottiglia , si consiglia di versare il vino in una caraffa molto panciuta e dal collo ampio , e lasciarlo riposare per almeno 10 minuti.