venerdì 29 gennaio 2016

Champagne / win francais / Brut _Prosecco / wine Umbria

Bordeaux  75cl / 12% vol -  [ Appellation d'Origine Protègèe  ] The appellation’s of the Bordeaux wine producing region are massive. In total, Bordeaux has close to 125,000 hectares under vine, making it the largest and most important wine producing region in France. There are currently 7,375 different chateaux in the region. Each estate has an average of 17 hectares of vines. Those 7,375 wineries make more than 10,000 different wines. Each of those vineyards are situated in appellations all over Bordeaux. As of the year, 2015, there are 60 Bordeaux appellations in the region that are recognized by the AOC, the Appellation d’Origine Controlle, giving Bordeaux more appellations than any other wine region in France as well as in all of Europe.






il vino Bordeaux , l'Appellation d'0rigine contròl'e est une AOC règionale qui s'estende du vignoble bordelais , raprèsentant 42600 ha de vignes , cette appellation rèspond à des normes qualitatives strictes , les AOC Bordeaux des vins qui vous subjugueront pour leur style , mèlange harmonieux d'èlegance et de complexitè aromatique _




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my experience to sommelier & chef d'etage by adrianomennillo  >
Apertura e servizio di una bottiglia di spumante La bottiglia richiesta dal cliente viene pulita e si conduce al tavolo tenendola dal basso, con il braccio sinistro, usando un tovagliolo (torciòlo ).,dopo averla mostrata al richiedente si enuncia l'etichetta: nome, denominazione, cantina, annata, gradazione alcolica , s i torna quindi al tavolo di servizio dove si depone la bottiglia avendo cura di lasciare l'etichetta sempre rivolta verso il tavolo del cliente., evitando la linguetta in dotazione si passa all'incisione della capsula al di sotto del cercine. L'alluminio di scarto va poi deposto nel piattino di servizio oppure nella tasca del proprio grembiule , mediante il torciòlo si pulisce il collo della bottiglia dalle polveri e dalle muffette che si potrebbero essere formate attraverso gli appositi forellini di aerazione posti in cima alla capsula. > La pressione di uno spumante può raggiungere le 7/8 atmosfere, ragione per cui si pone una mano sulla capsula mentre con l'altra si allenta l'occhiello della gabbietta con prudenza. Qualora l'occhiello si rompa, per rimuovere la gabbietta possiamo sempre ricorrere all'uso dell'apposita pinza per spumante, che ci aiuterà nell'operazione . Si porta via la capsula insieme alla gabbietta, avendo cura di agire con forza con il pollice sul tappo, la bottiglia si afferra con la mano sinistra e si tiene il tappo con le dita della destra: a questo punto va ruotata dal fondo tenendola in posizione inclinata a 45°, in modo che si distribuisca la pressione dell'anidride carbonica su una superficie maggiore rispetto a quella consentita dal collo della bottiglia. In questo modo si vince la resistenza del tappo e lo si estrae senza fare troppo rumore. Se il tappo oppone troppa resistenza, per smuoverlo possiamo sempre ricorrere alla pinza , si annusa il tappo per valutare la bontà dello spumante e verificare che non ci siano difetti, dopodiché lo si poggia sul piattino • Con un'estremità del torciòlo si pulisce il becco dai residui di sughero o di polvere e si versa poco liquido nel nostro bicchiere da degustazione: se l'assaggio risulta positivo lo spumante è pronto per essere servito , si serve da destra impugnando la bottiglia da sotto con tre dita infilando il pollice nell'apposita cavità (picura / fondello). Se ne versa un po' al referente in attesa del suo okay . Si parte dalla donna più anziana e via via si procede con le più giovani fino a ritornare al referente che riceve per ultimo. Un'eccezione può essere costituita nell'ordine da un festeggiato oppure da un eventuale prelato, che andrebbero serviti per primi.- La procedura di servizio si effettua in senso orario. Quando si serve, per evitare la caduta di gocce sul tavolo o sui vestiti, nel momento in cui si verticalizza la bottiglia la si ruota leggermente e si pulisce con il torciolo. A questo punto si torna al tavolo di servizio dove si lascia la bottiglia con l'etichetta rivolta verso il tavolo del cliente, sempre ben visibile.





 CAVALIER  BLANC DE BLANCS  BRUT:::  L'appellation crémant est protégée par la législation française, elle désigne les vins mousseux produits selon la méthode champenoise traditionnelle en dehors de la région de Champagne, et uniquement en France. Il existe officiellement sept crémants : les crémants d'Alsace, de Bourgogne, de Loire, de Limoux, de Bordeaux et de Jura. Il existe également un crémant luxembourgeois) Dans le passé, les rois et les papes accordaient un immense crédit aux vins de cette région et la Bourgogne continue à mériter sa réputation. Parce qu’ici, on sait encore savourer la vraie vie. Jouir d’un coq au vin par exemple, ou d’un plateau de fromages accompagné d’un chablis fruité.Les vins mousseux doivent être servis très frais car le dioxyde de carbone qui forme les bulles et qui donne cette sensation de picotement en bouche, est plus concentré à basse température. Le résultat est un vin frais avec de petites bulles qui pétillent plus fort et plus longtemps. La température idéale se situe entre 6°C et 9°C.
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 Prosecco superiore Docg _Valdobbiadene : 11,5% vol_ 75 cl  .  Il Conegliano Valdobbiadene si riconosce per la sua eleganza vitale, il colore paglierino leggero, la moderata corposità, l'esclusivo profumo fruttato e floreale. È prodotto nei 15 comuni cui appartengono le colline tra Conegliano e Valdobbiadene. Tra questi si distinguono i cru ovvero il celeberrimo Superiore di Cartizze e i Rive ottenuti da uve provenienti esclusivamente da un unico Comune o frazione di esso. Il Conegliano Valdobbiadene DOCG è prodotto nelle tipologie Spumante, Frizzante e Tranquillo. Lo spumante è la versione simbolo della denominazione; piacevole e versatile, ha creato un vero stile di bere; esso è prodotto nelle versioni Brut, Extra Dry e Dry a seconda del residuo zuccherino presente. Dal più secco, il Brut, al più amabile, il Dry.




 >>  CONSERVAZIONE dello  CHAMPAGNE  .evitate di dimendicare  le bottiglie in luoghi caldi come la cucina o nel mobile-bar, a meno questo non sia chiuso (quindi con le bottiglie al buio) e in una zona fresca, ma si tratta sempre di una soluzione temporanea. Allo stesso modo, non lasciamo la bottiglia in frigo per mesi, semmai mettiamocela solo 2-3 giorni prima del consumo. Lo champagne è un vino, non lo dimentichiamo, pertanto il suo luogo di riposo, la sua dimora, è la cantina. Quella naturale per chi ha la fortuna di averla, quella tecnologica (quindi l’armadietto specializzato) negli altri casi. Seguendo queste semplici regole:>
Posizione > Le bottiglie dovrebbero essere coricate, perché il vino, bagnando il tappo, mantiene quest’ultimo umido, quindi perfettamente a contatto con il vetro, il che evita all’aria di entrare. Pertanto il vino è al riparo da una rapida ossidazione e non disperde la CO2, quindi le bollicine.
 le bottiglie di champagne possono anche rimanere in piedi per un certo periodo di tempo, anche più di un anno, per un motivo semplicissimo: a differenza del vino, il tappo non si asciuga rapidamente perché la CO2 mantiene sempre un minimo di umidità allo stesso. Infine, ma serve tanto spazio, il modo migliore per conservare alla lunga lo champagne è come fanno le stesse maison, sur point, ovvero a testa in già, con la bottiglia appoggiata sul tappo. Ma è una soluzione da grandi appassionati per lunghissimi invecchiamenti…
>temperaturaDeve essere tra i 10 e i 12°C, che poi è la temperatura della cantine in Champagne. Soprattutto deve essere costante, rigorosamente. Ecco, meglio una temperatura un po’ più alta che gli sbalzi, peggio se frequenti. Infatti, posso dire che è tollerabile anche il limite massimo dei 15°C, ma a patto che sia mantenuto regolarmente. In certe cantine naturali il range 10-15°C è frutto del cambio delle stagioni e questo è accettabile perché la variazione termica all’interno di questo range avviene molto lentamente, quindi senza stress per le bottiglie, che hanno tempo di acclimatarsi. Ovviamente, le cantinette specializzate permettono di impostare la temperatura desiderata (consiglio i 12°C costanti) e mantenerla rocciosamente costante nel tempo.
Ricordate che più le temperature salgono, più lo champagne evolve rapidamente, mentre il caldo vero e proprio lo compromette irrimediabilmente, soprattutto nel caso delle “scaldate”, ovvero di un brusco e rapido innalzamento della temperatur
>Umidità > L’altro fattore da tenere in considerazione, che poi è correlato alla temperatura. Un buon tasso di umidità permette di mantenere il tappo elastico e, quindi, perfettamente aderente al vetro della bottiglia; diversamente, questo si seccherà e lascerà passare l’aria. Quanto deve essere il tasso di umidità? Tra il 60 e il 70%, tollerando anche il 50%, ma che deve essere il limite inferiore estremo e non la norma. Un’umidità più elevata, invece, non fa male alle bottiglie (nelle cantine della Champagne si raggiunge il 90%), ma le etichette finiscono per rovinarsi. Comunque, se l’umidità dovesse proprio essere altina, meglio lasciarla così e proteggere le etichette avvolgendo le bottiglie con la pellicola trasparente. Considerate, inoltre, che a fronte di tassi di umidità elevati, il vino evolve più lentamente, quindi è la condizione migliore per un lungo invecchiamento. E con la cantina molto umida le bottiglie potrebbero perfino rimanere in piedi perché il tappo non si seccherà…Le cantinette, come detto per la temperatura, possono avere anche il controllo dell’umidità, quindi in questo caso il valore sarà sempre ottimale
>Luce >  La luce è nemica del vino, soprattutto dei vini bianchi e di quelli spumanti, quindi dello champagne. D’altronde, ci sarà pure una ragione se il 99% delle bottiglie sono scure e le cantine sono buie… Inoltre, bottiglie trasparenti come quella del Cristal sono protette da un rivestimento costituito da una pellicola capace di filtrare i raggi UV. Sono proprio questi, infatti, a compromettere la struttura del vino, tanto che in Champagne si parla di “goût de lumière”, una vera e propria alterazione aromatica data dalla prolungata esposizione ai raggi UV.
 ***** consil du Sommelier adrianomennillo_ Avete una bella cantina a casa ma ci conservate anche salumi e formaggi? Beh, allora togliete subito lo champagne! Il vino, infatti, è sensibile agli odori, o meglio, il tappo è poroso e può farli passare, così questi andranno a incidere sul vino e… addio. Ho visto un locale di Roma che teneva le bottiglie di champagne nello stesso frigo dei formaggi, francesi per giunta, il cui odore è addirittura riduttivo definire marcato… Certo, il titolare, tra l’altro un appassionato, diceva di tenercele per un breve periodo, ma è un vero e proprio attentato allo champagne! Per questo stesso motivo, è bene non tenere le bottiglie nei cartoni: l’umidità della cantina potrebbe portare, alla lunga, a far ammuffire il cartone, con tutti i problemi di odori sgradevoli del caso.




















C***** Champagne .- E' la regione di produzione dei vini di Champagne, situata nella parte orientale del bacino parigino ( PARIGI ), 150 km. a nord-est di Parigi.,  addossata al pilastro geologico primitivo delle Ardenne occupa il vasto bacino di quello che fu un mare interno. Contea prima, poi Governo Militare, la Champagne, durante la rivoluzione, contava 2.500.000 ettari (la ventesima parte della Francia). Nel 1970 il territorio venne suddiviso nei distretti dell'Aube, della Haute-Marne, della Marne e delle Ardenne e, in parte, in quelli dell'Yonne e dell' Aisne ,  dal 22 luglio 1927 la legge ha fissato i limiti della zona viticola della Champagne: tale zona comprende 35.000 ettari di terreno di cui circa 31.147 coltivati a vigna nel 1999...




***PINOT  MEUNIER - Vitigno nero importante nella produzione degli Champagne perché nel 1996 ne ha rappresentato il 35%. È coltivato prevalentemente nella "Vallée de la Marne" e nelle località più umide e più esposte al freddo; molto resistente alle malattie ed alle gelate.

***PINOT NERO  Pinot Nero, questo vitigno ha contribuito, nel 1996, per oltre un terzo (38 %) alla produzione di Champagne. È prevalentemente coltivato nella "Montagne de Reims". Il suo vino caratterizza in corpo e struttura i migliori Champagne. Con il Pinot Nero si producono anche piccole quantità di vino rosso fermo, commercializzato con la denominazione d’origine controllata (A.O.C.) Còteaux champenois  (una delle tre A.O.C della Champagne) ed i vini base per l'elaborazione degli Champagne rosé



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Sigle sulle etichette dello Champagne - Le norme in vigore prevedono che su ogni etichetta di Champagne figuri una sigla ed un numero di identificazione e controllo, che consentono di determinare la tipologia ed il nome del produttore.

>>C.M. (coopérative de manipulation) - Una cooperativa alla quale i soci conferiscono le proprie uve e che provvede all’elaborazione ed alla commercializzazione dei vini.

>>M.A. (marque d'acheteur o marque auxiliaire) - Quando la marca non appartiene a chi elabora lo Champagne ma appartiene all’acquirente (es. Fauchon, Maxim's). Può trattarsi anche di una marca ausiliaria rispetto a quella principale, elaborata per esigenze particolari o commerciali dell’acquirente o del venditore.

>>N.D. (négociant distributeur)
- Un negoziante che acquista, etichetta e commercializza bottiglie elaborate dal venditore.

>>N.M. (négociant-manipulant)
- Indica un produttore che acquista uve, mosti o vini e quasi sempre coltiva anche propri vigneti, elaborando Champagne in locali di sua proprietà. In questa categoria rientrano le grandi maison famose nel mondo.

>>R.M. (récoltant-manipulant) - Chi coltiva le proprie vigne, raccoglie le proprie uve ed elabora i propri vini. Si tratta di un gran numero di produttori, solitamente medio-piccoli, che producono e commercializzano circa un terzo della produzione totale di Champagne.

>>R. (récoltant) - Chi coltiva le vigne e fa elaborare da altri per poi commercializzare in proprio.

>>R.C. (récoltant-coopérateur)
- Chi coltiva le proprie vigne e conferisce le uve ad una cooperativa che elabora e commercializza, oppure dalla quale ritira l’equivalente delle uve consegnate sotto forma di vino o bottiglie da commercializzare in proprio.

>> S.R. (société de récoltants) - Vigneron della stessa famiglia che si sono uniti per mettere in comune le uve ed elaborare il vino, usufruendo di più ampie possibilità di assemblage e di commercializzazione.










>> lo Champagne ..Lo champagne si conserva in cantina, a temperatura fresca e costante ed al riparo dalla luce, sua principale nemica insieme agli sbalzi termici e all'ossigeno. Le bottiglie si dispongono coricate fuori dai cartoni (soprattutto se in presenza di umidità).
Lo champagne si beve fresco, mai ghiacciato. Più lo champagne è giovane e vivace, più converrà berlo fresco (8 gradi, anche 7 per i giovani blanc de blancs). Le grandi cuvées di pinot e i vecchi millesimati di blanc de blancs possono essere serviti anche a 10 gradi.
raffreddarlo;  Nel classico secchiello ( sua glass )  immerso in acqua e ghiaccio, la bottiglia sarà alla temperatura ideale in circa venti minuti; > nel frigorifero ..coricare la bottiglia nella parte bassa del frigorifero dalle tre alle quattro ore prima di servirla; potete lasciarla anche più a lungo, perché la temperatura resti costante.> come servìrlo..Il bicchiere ideale è la flûte alta e slanciata a stelo lungo, che va retta per lo stelo e non per il calice, in quanto il calore della mano si trasmette molto velocemente al vino e danneggia la sua petillance.




>> lo champagne Brut sans annèe è senza annata  , perchè è lo champagne più classico e anche il più diffuso !!questo vino meraviglioso è nato come assemblaggio di uve ed annate diverse, una sola bottiglia può contenere da 2 / 8 (o anche di più) millesimi differenti, sta al vigneron compiere la magia di far uscire dal cilindro LO CHAMPAGNE.




>> Lo Champagne : è prodotto esclusivamente dalle uve coltivate, vendemmiate e trasformate in vino nella regione delimitata della Champagne, in Francia. Le uve impiegate per produrre lo Champagne possiedono caratteristiche che non si trovano in nessun altro luogo al mondo e che sono determinate dalla particolare geografia, dal terreno e dal clima della regione della Champagne.




** Champagne ..Come mantenerlo fresco __ Un accessorio indispensabile, non solo per garantirti che lo champagne sia sempre gelato, ma anche per dare un tocco di classe alla degustazione, è il secchiello. Va riempito solo per due terzi con acqua fredda e poi vanno aggiunti i cubetti di ghiaccio fino a 10 cm dal bordo, che devono essere cambiati regolarmente. In questo modo, nell'arco di due ore, riuscirai a raffreddare la bottiglia a 8°C se è a temperatura ambiente, invece bastano solo 20 minuti se viene da una cantina a temperatura 10-12°C. Vuoi accelerare la refrigerazione? Versa due manciate di sale nell'acqua del secchiello. È un trucco da addetti ai lavori. Ora non ti resta che stare attenta a non commettere questi errori: mai mettere due bottiglie in un solo secchiello, perché quella più sporgente rischia di non raffreddarsi perfettamente. In questo caso è consigliato lasciarne una in frigo, in attesa che l'altra arrivi alla giusta temperatura. E quando la bottiglia è vuota? È un gesto grossolano rimetterla nel secchiello, capovolgendola, retaggio di un passato di vino da osterie, in cui la bottiglia rovesciata nel secchiello era il segnale per l'oste di portarne una nuova, molto meglio portarla in cucina.  Molti credono che il congelatore sia un alleato dello champagne, in realtà rischia di alterare la sua armonia, i suoi aromi, la sua struttura e la sua persistenza. Se proprio vuoi rinfrescarlo in questo modo, infila la bottiglia nello scomparto inferiore del frigorifero, quello più freddo (2°C), per circa due ore e mezzo. Per garantire l'omogeneità della temperatura mettila in posizione coricata, perché quella verticale crea delle zone a temperature differenti, più fredda in basso più calda nel collo..Scegliere lo champagne giusto ;;; Per diventare una fine conoscitrice il primo passo è imparare a scegliere lo champagne giusto per ogni occasione. Per celebrare sia il Natale che il Capodanno opta per un Brut non millesimato, che non solo metterà d'accordo con tutti, ma ben si sposa anche con le portate di questo tipo di cene. Una piccola accortezza: evita di accompagnare le bollicine al piccante e al dolce, che si adattano poco alla freschezza acida dello champagne. La temperatura ideale..Per gustare tutta la freschezza sprigionata dalle bollicine, la temperatura corretta è di 8°C, che permette di esaltare appieno sia la struttura del re dei vini che i suoi aromi. Una volta versato nel bicchiere, lo champagne tende naturalmente a riscaldarsi in base al clima dell'ambiente, soprattutto se è affollato, come sarà il tuo salotto durante le festività. Il trucco in questo caso è giocare d’anticipo: servilo a una temperatura inferiore di 2-3°C rispetto quella consigliata. Per misurarla ti basta un termometro da vino da inserire nella bottiglia che stai per far assaggiare ai tuoi ospiti. Evita però di essere rigida e intransigente sulle temperature: un aperitivo è piacevole a 3-4°C, mentre durante il pasto i gradi possono essere aumentati per esaltare l'alcolicità e la sensazione dolce. Così facendo potrai abbinare tranquillamente lo champagne anche con delle carni importanti.
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WINE_ Lungarotti , L'U , VINO ROSSO DELL'uMBRIA ,,,Umbria Rosso IGT Blend intrigante di vitigni che si sposano con armonia e sinergia, unendo calore e freschezza. Vinificato in acciaio e affinato in barrique, conserva una invitante fragranza. Seducente, moderno e netto, di buona struttura e tannini armonici, ha retrogusto lungo e persistente. uve Sangiovese, Merlot e altre varietà locali a bacca rossa raccolte in settembre-ottobre vinificazione fermentato in acciaio con breve macerazione; rimontaggi quotidiani e svinatura dopo 18 giorni; affinato 6 mesi in barrique e diversi mesi in bottiglia abbinamento vino moderno e brioso, ideale per abbinamenti creativi con piatti di diverse culture gastronomiche, dal tempura al gulash, barbecue, carne di maiale e agnello, pizze e quiches e naturalmente formaggi. Servire a 16°C formato ml 750 curiosità il nome - L’U – è dato dalle lettere iniziali di “L’Umbria”, le stesse di LUNGAROTTI:


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>> Salmone al rosmarino >> vino consigliato: Trebbiano di Romagna , Laverano bianco , Bianco di Costoza.

>> Pescatrice << vino consigliato : Aquilea Riesling renano , Locorotondo bianco , Trebbiano d'Abruzzo.


>> Seppie farcite << vino consigliato : Montescudaio bianco , Cortese dell'Alto Monferrato , Soave bianco .


>> Tortino di acciughe << vino consigliato : Colli di Luni , Cortese del Colli Tortonesi , Capri bianco .

1 commento:

  1. Buono a sapersi dal Sommelier _____



    Pour rester dans le registre de la dégustation pure, une bouteille de 75 cl de vin à 13° vol. contient 75 x 13 / 100 = 9,75 cl d'alcool pur, soit étant donné sa densité qui est de 0,8 une masse de 78 g. Une bouteille doit permettre de remplir dix verres.
    Sachez dire « non » tant que votre verre n’est pas vide pour pouvoir compter le nombre de fois où vous le remplirez. A vous de déterminer le nombre de verres que vous vous octroyez.
    Effet-éponge : les aliments solides (pain, féculents...) consommés en début de repas réduiront la vitesse d’absorption de l’alcool (entre 0,10 et 0,15 g/l par heure)
    De l’eau ! La consommation d’eau avant le repas et entre chaque gorgée de vin semble favoriser le lissage du pic d’alcoolémie. Tout du moins, cette pratique vous évitera le mal de tête du lendemain !
    Vous conduisez ? Le meilleur juge de votre taux d’alcoolémie reste l’éthylomètre. Vous en trouverez désormais facilement en pharmacie. Moins cher et plus simple encore : laisser le volant à celui qui ne boit pas ...
    Ne rêvons pas : sachez enfin que le chewing-gum au menthol, le grain de café, la cuillère d'huile censée "imperméabiliser" la paroi intestinale, ou tout autre "truc" souvent évoqué pour tromper les contrôles d'alcoolémie, sont en réalité inefficaces, que ce soit en amont pour limiter l'absorption de l'alcool ou après coup pour en accélérer l'élimination. une information (malheureusement) confirmée par le ministère de la santé.

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